Ecco la Task Force contro le Fake News annunciata da Conte

Ecco la Task Force contro le Fake News annunciata da Conte

7 Aprile 2020 Off Di Redazione

La task force che tutti vogliamo e che non vuole nessuno

Nei giorno scorsi Conte ha annunciato l’avvio di una Task Force che avrà i seguenti compiti:

Questa task force che d’ora in avanti avrà vari compiti: dall’analisi delle modalità e delle fonti che generano e diffondono le fake news. Il coinvolgimento di cittadini ed utenti social per rafforzare la rete di individuazione, al lavoro di sensibilizzazione attraverso campagne di comunicazione. Tutto questo in stretta collaborazione con Agcom, Ministero della Salute, Protezione Civile ed avviando partnerships con i soggetti del web specializzati in fact-checking. Dal Governo arriva dunque una risposta all’insidia della disinformazione che indebolisce lo sforzo di contenimento del contagio

L’Unità di monitoraggio si avvale dell’apporto di una serie di esperti: Riccardo Luna, Francesco Piccinini, David Puente, Ruben Razzante, Luisa Verdoliva, Roberta Villa, Giovanni Zagni, Fabiana Zollo.

Questa task force avrà il compito di proteggere il web, e i suoi utenti, dalla generazione di fake news. Dovranno creare campagne atte a sensibilizzare il popolo sui rischi del web in modo tale da ridurre la diffusione di fake news.

Questa Task Force è davvero così positiva?

Tutto molto bello in teoria, questi vanno cercano trovano e distruggono le notizie false e in più ci insegnano anche a riconoscerle. Se da una parte sono d’accordo con loro, dall’altra un po’ questa cosa mi preoccupa.
Abbiamo già visto in passato come la politica sia sempre rimasta indietro rispetto ad internet (vedesi il famoso articolo 11).

Sia ben chiaro, questo è uno strumento potente che se usato in maniera adeguata e giusta fa bene al web.
A nessuno fa bene leggere fake news, soprattutto quelle dette dai vari partiti politici e spero, spero, che questa task force controlli per primo proprio le varie pagine social di quest’ultimi, di ambo i lati sia chiaro, le cavolate le dicono tutti.
Dall’altra parte il rischio di censura è pure alto, almeno sui social, per fortuna sui vari siti web abbiamo strumenti come archive.org che ci permettono di vedere uno storico di qualunque sito anche se non in maniera precisa.

In conclusione

Ora lo scenario alla 1984 mi sembra esagerato e fuori luogo, abbiamo troppi mezzi per sapere cosa succede nel mondo ed è quasi impossibile controllarli tutti. Ma non voglio neanche dare troppa fiducia a questo nuovo strumento, il detto è sempre quello…
Chi controlla i controllori?